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Hyères
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mwfqHyères (pronunciato /jɛʁ/, in mwfwfrancese, mwgaIeras in mwgqprovenzale secondo la mwggnorma classica e mwgwIero /ˈjeɾ.ɔ/ secondo la mwhqnorma mistraliana) è un mwhgcomune francese situato nel mwhwdipartimento del Var della regione della mwiaProvenza-Alpi-Costa Azzurra.
Famosa stazione balneare, segna il limite occidentale della mwigCosta azzurra, ed è conosciuta anche come mwiwHyères-les-Palmiers per le 7.000 mwjapalme ospitate nei suoi mwjqgiardini.cite-ref-2[2]
Contents
• La città
• Geologia
• Storia
• Palmeti
• Società
• Cultura
• Cinema
• Note
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La città
Hyères, dopo la fine del mwmqXVIII secolo, divenne una delle località di villeggiatura più frequentate della mwmgCosta Azzurra tanto da ospitare numerosi personaggi illustri, tra i quali la mwmwregina Vittoria, mwnaRobert Louis Stevenson e mwnqEdith Wharton.
Le attrattive principali sono lungo le stradine medievali della mwnwVieille Ville (Città Antica), percorrendo le quali si giunge, attraverso Place Massillon, sede quotidiana di un mercato, alle rovine del castello ed a un punto panoramico con vista sulla costa.
La città moderna è pervasa da un'ovattata atmosfera mwoqBelle Époque.
Hyères, che continua ad attirare un gran numero di turisti, è uno dei centri più attrezzati per gli sport acquatici.
Isole e penisola
Il territorio di Hyères è arricchito dalla presenza della mwpqpenisola di Giens e dalle mwpgIsole di Hyères, che fanno parte del mwpwParco nazionale di Port-Cros. La roccia presente su isole e penisola è la mwqamica mwqqscistosa, i cui riflessi spiegano il noto nome di "isole d'oro".
Penisola di Giens
Giens è il capoluogo della penisoletta omonima (in mwraoccitano mwrqprovenzale: mwrgla lenga de Gienh secondo la mwrwnorma classica o mwsala lengo de Gien secondo la mwsqnorma mistraliana), che rimane collegata al continente da due sottili strisce di terra chiamate mwsgtombolo est e tombolo ovest. Tra questi è presente una zona umida, con numerosi punti di osservazione per mwtabirdwatching, data l'assortita mwtqfauna ornitologica (più di 270 specie). Nel tombolo est, più largo, son presenti centri abitati, mentre il tombolo ovest, largo pochi metri e che quindi in caso di alta marea può essere soggetto a inondazione, viene sfruttato dai turisti soprattutto per sport come il mwtgwindsurf e il mwtwkitesurf.
Le paludi son divise in mwuqSalins des Pesquiers, a nord, e mwugÉtangs de Pesquiers, a sud. Non sono da confondere con le mwuwVieux Salins, sulla parte continentale, vicino al quartiere omonimo, mwvaLes Salins, anch'esse parte del parco suddetto.
Porquerolles
mwwgPorquerolles è l'isola più grande delle tre, lunga 7mwww km e larga 3, è caratterizzata da una flora assai varia con piante provenienti da paesi esotici. Il centro principale dell'isola, Porquerolles, è molto più simile a un insediamento coloniale nordafricano che a un villaggio della mwxaProvenza.
Nel mwxg1820 divenne sede di una casa di riposo per le truppe che si erano distinte al servizio di mwxwNapoleone Bonaparte.
Port-Cros
mwygPort-Cros, isola collinosa e lussureggiante, copre una superficie di solo 2,5mwyw km². Con i suoi 195mwza m di altezza è la più alta di tutto l'arcipelago.
È diventata mwzgparco nazionale nel mwzw1963.
Oltre ad essere protetta tutta la meravigliosa flora e tutta la fauna, su Port-Cros sono protette anche le acque che la circondano, esiste persino un percorso a nuoto di 300mwaq m. Gli splendidi fondali sono popolati da rari pesci di scoglio.
Isola di Levante
La brulla mwbaisola di Levante è raggiungibile in barca da Port-Cros. Qui vi si trova la più antica colonia nudista francese, fondata nel mwbq1931.
La zona orientale dell'isola, occupata dalla mwbwMarina nazionale, è chiusa al pubblico.
Geologia
Hyères si situa al limite tra Provenza cristallina e Provenza calcarea. La prima è costituita dal mwdwmassiccio Maures, i cui sedimenti, formati tra 500 e 350 Ma e mweametamorfizzati e deformati dall'orogenesi ercinica, si approfondano sotto il comune di Hyères all'altezza di mweqle Fenouillet e dei Maurettes (colline a Nord della città) per riapparire all'altezza del mwegMassiccio centrale. Giens e le mwewisole d'oro fanno parte del Maures, da cui si sono separate a causa dell'innalzamento del livello del mare durante le ultime mwfaglaciazioni.
Da Hyères inizia, verso ovest, la Provenza calcarea e argillosa, proveniente dall'erosione delle catene erciniche, tra i 290 e i 210 Ma. Durante mwfgGiurassico e mwfwCretacico il mare occupa la depressione descritta e, verso i 70 Ma, comincia la deformazione alpina, di cui una manifestazione è il Monte degli uccelli tra l'Almanarre e mwgqCarqueiranne.
Storia
Le isole d'oro furono teatro di numerosi avvenimenti, data la loro posizione strategica lungo le rotte commerciali. Sede di diversi monasteri, furono usate come rifugio dai pirati di tutte le epoche. La città invece ha uno sviluppo lento, nascendo probabilmente durante l'mwhaalto medioevo, dalle ceneri di due importanti fortezze poco lontane, Olbia e Pomponia, greca la prima e romana la seconda.
Storia antica
Alla fine del mwlaIV secolo a.C. i massalioti fondano la stazione marittima commerciale e militare di mwlqOlbia, ai piedi del promontorio Costebelle.
Nell'mwnq80 a.C. mwngScimno di Chio, geografo greco, situa Olbia presso Tauroeis (mwnwSaint-Cyr-sur-Mer?).
mwpwStrabone descrive le isole mwqaStoechades nel numero di cinque, tre più grandi e due piccole, "i massalioti (odiernamente mwqqmarsigliesi) le coltivano", "sono dei buoni approdi" e "posseggono una guarnigione, posta là a guardia delle incursioni dei pirati". Cita Olbia come colonia massaliota.
Nel mwqw43 Pomponius Mela, geografo romano, situa Olbia tra Athenopolis (mwrgSaint-Tropez?) e Tauroentum (Saint-Cyr).
L'mwsamwsqAntonini Itinerarium (mwsg160) cita Pomponiana come un porto di galere romane, ma non Olbia. mwswClaudio Tolomeo invece situa Olbia sul territorio dei mwtaCommoni, a Est di capo Sicié (mwtgSix-Fours-les-Plages).
Nel mwua293 il mwuqNarbonese viene diviso in due: ciò che si trova a Est del Rodano (e quindi anche Hyères) diventa mwugGallia Viennense, dalla città di mwuwVienne. Nel mwva381 questa verrà smembrata, con la creazione della mwvqmwvgNarbonensis secunda, con capitale mwvwAquae Sextiae.
Nel mwwqV secolo mwwgStefano di Bisanzio cita Olbia come città dei liguri presso il monte Olbianus (Monte degli Uccelli?).
Nel mwxq375 sant'mwxgOnorato d'Arles fonda un monastero, la celebre mwxwabbazia di Lerino, sulle isole di Lerino. Assieme a mwyasan Caprasio raggiunge le isole di Hyères, dove si trovavano numerosi mwyqanacoreti. Nel mwyg410 l'mwywisola di Levante accoglie il primo monastero. I monaci sviluppano molto l'agricoltura, la viticoltura, la pesca del tonno e la raccolta dei coralli. Verrà poi fondato anche un monastero a mwzaPort-Cros, nel piano di Notre-Dame (a Est). Un altro monastero nascera fra il mwzq420-mwzg450 a capo Mèdes di mwzwPorquerolles.
Sotto gli mw0qostrogoti il mw0gmonachesimo provenzale fiorisce ulteriormente. Il mw0wregno ostrogoto è formalmente dipendente dall'mw1aImpero Bizantino, ma nel mw1q536 la mw1gProvenza passa sotto il controllo dei mw1wFranchi di mw2aChildeberto I.
Le isole divengono oggetto di numerose incursioni da parte dei mw2gSaraceni. Si ricordano quelle del mw2w736-mw3a739, quando intervenne mw3qCarlo Martello, i due sacchi di Marsiglia dell'mw3g838 e dell'mw3w842, fino all'insediamento di mw4aFrassineto (mw4q888). Molti abitanti delle isole sono deportati come mw4gschiavi in Africa.
Storia medievale
La regione di Hyères, Giens e le isole sono state in ogni epoca soggette a incursioni, razzie e distruzioni da parte dei mw5qpirati e poi dei mw5gSaraceni. Ma anche via terra i pericoli abbondano: nel 578 i mw5wLongobardi, durante il cosiddetto mw6aperiodo dei Duchi, invadono la Provenza mw6qmerovingia: il re mw6gGontrano li scaccia fino in Italia, ma Olbia è distrutta. È probabilmente di questi anni la transizione di Hyères da abitato periferico a punto di riferimento delle contrade d'intorno.
Nell'843 mw7aLotario si aggiudica, col mw7qtrattato di Verdun, la mw7gLotaringia, insieme di territori tra i quali si annovera anche la Provenza che, alla sua morte, assieme al mw7wViennese formerà un mw8areame indipendente sotto mw8qCarlo. Nel 933 mw8gUgo d'Arles, nominato governatore della Provenza sotto re mw8wLudovico il Cieco, in cambio della mw9acorona ferrea mw9qd'Italia, cede la Provenza a mw9gRodolfo II di Borgogna. Il nuovo regno è denominato mw9wregno di Arles o "delle due Borgogne", poiché la Provenza venne allora considerata "Bassa Borgogna" o mw-aBorgogna Cisgiurana, mentre la mw-qBorgogna propria era detta "Transgiurana" o "Alta Borgogna". Ha vita breve, passando nel 1032 sotto la giurisdizione del mw-gSacro Romano Impero Germanico, nonostante la Provenza continui a essere amministrata da un mw-wConte.
Attorno al 940 mw-qBosone II di Provenza crea il mw-gviscontado di Marsiglia che affida a mw-wPons di Fos. Luogotenenti dei mwaqaConti di Provenza, i "Visconti per grazia di Dio... e per negligenza dei conti di Provenza"cite-ref-3[3] riescono pian piano ad allargare la loro influenza nei territori circostanti fino a Hyères e le sue isole. La situazione va peggiorando: già nel 1000 la Provenza è divisa tra numerose famiglie, i mwaquBaux, i Fos, i mwaqcd'Agoult, i Châteaurenard, i mwaqgde Pontevès e i Castellane.
Nel 963 re mwaqoCorrado delle due Borgogne concede il territorio di Hyères all'mwaqsabbazia di Montmajour, vicino ad mwaqwArles. È in questa carta che si cita per la prima volta mwaq0Eyras, le mwaq4saline e le zone di mwaq8piscicultura.
Nel 990 mwarePons di Fos, mwarivisconte di Marsiglia, si aggiudica la parte est dello smembramento della mwarmDiocesi di Tolone, dove si situa Hyères. La Provenza teoricamente è una contea del mwarqSacro Romano Impero Germanico, ma è gestita dai visconti di Marsiglia. Nel mwaru1050 Goffredo I di Marsiglia, visconte, e i suoi fratelli, rendono omaggio al mwarcconte di Provenza mwargGoffredo I, dalla loro sede di mwarkFos e dalla fortificazione mwaroCastrum Arearum, volgarmente conosciuta come Héras, che diverrà l'attuale Hyères. A sud di questa, vicino al sito di Olbia, vi è la fonte di mwarsAlma Narra, oggi l'abitato di l'Almanarre.
Nel 1056 Guy e Astrude di Fos donano alla chiesa di San Nicola a mwar8Les Salins di Hyères la mwasadecima dei conigli delle mwaseisole d'oro. Pons Isnard de Flayosc dona al mwasmmonastero di San Vittore a Marsiglia Les Bormettes e mwasules Salins.
Nel 1140, Goffredo II visconte di Marsiglia, dopo aver istituito un marchesato a mwascFos-sur-Mer per suo figlio Pons III, gli associa Hyères e le sue isole e la signoria di Brégançon.
Patti di natura commerciale vengono stipulati tra Hyères e i genovesi nel 1139 e nel 1174.
È del 1187 la mwaswfaida per la successione al castello di Hyères tra Guy de Fos e Amiel de Fos. Nel 1192 il conte di Provenza interviene con la forza attaccando di sorpresa il castello.
Nel 1217 Raimondo Goffredo di Fos, trovandosi economicamente alle strette, vende a Marsiglia i suoi possedimenti, tra i quali Hyères, Brégançon e le saline delle isole d'oro. Nonostante molti si oppongano a questa vendita, verrà poi confermata dal conte di Provenza mwas8Raimondo Berengario nel mwata1223.
Nel 1238 Hyères è definita da mwatiSalimbene de Adam come mwatmcastrum grandement peuplé. L'attività era essenzialmente agricola e diversificata: giardini, colture cerealicole, vigne, mirto, olivi, eccetera. Il regolamento di polizia del 1238 cita la presenza di una rete d'irrigazione regolata da chiuse. Il medesimo elenca le ammende predisposte a sanzione di eventuali comportamenti lesivi per la comunità, come, in particolare, deviare le acque per favorire il proprio terreno.
Nel luglio del 1254, mwatuLuigi IX di Francia, di ritorno con 14 navi dalla mwatysettima crociata, sbarca a Hyères, con la sposa e i tre bambini. Viene ricevuto da Bertrand e Roger de Fos.cite-ref-4[4]
Nel 1257 mwatwCarlo I d'Angiò pretende che i conti di Fos, Roger, Bertrand e la sorella Mabille, evacuino il castello di Hyères, poiché rivendica a sé la città e le isole. Marsiglia gli restituisce Brégançon. In cambio, Carlo I dona ai Fos ventidue città e villaggi, compresa mwat0Bormes-les-Mimosas.
Nel 1353 mwat8Giovanna I di Napoli aliena numerosi territori, tra cui Hyères al mwauaconte di Beaufort Guillaume Roger, parente di mwauipapa Clemente VI, ma mwaumLuigi I d'Angiò, a lei succeduta, nel mwauq1383 revoca tutte queste cessioni.
Dal 1387 al 1406 Hyères e Brégançon sono affidati a un mwauyavventuriero mwaucgenovese, il capitano Baldassarre Spinola, che tradì Carlo di Durazzo per mwaugMaria di Blois, vedova di Luigi I d'Angiò. Più che amministratore, ne approfitta per depredare la costa hyèrois e tolonese. Hyères torna poi ad essere possedimento dei d'Angiò con mwaukLuigi II.
Nel 1437 mwausRenato d'Angiò, per finanziare la sua spedizione per battere il mwauwre d'Aragona mwau0Alfonso V, vende Hyères per 100.000 fiorini, in particolare vende il castello tale Louis de Bellavalle.
Nel 1460 viene costruito il canale Béal, su iniziativa di Jean Natte. Questo inaugura una lunga serie di lavori volti a incrementare i quantitativi di acqua utile alla città (per usi personali, domestici, agricoli e industriali). Questo canale, dal Gapeau nel comune di mwau8Solliès-Ville, vicino a mwavaLa Crau, alimenta i tre mwavemulini ad acqua di Hyères a partire dal 1486.cite-ref-5[5]
Storia moderna
Nel portolano di mwavgPiri Reìs l'arcipelago è citato come "le tre isole": Port-Cros è mwavkUskudalu, "piccola isola che ripara dai venti del NordOvest"; la baia di Port-Man è Porto Korso, buon punto d'ormeggio, "dall'acqua salmastra"; il canale tra Port-Cros e Levante è un "passaggio profondo", ma bisogna comunque stare attenti ad evitare le rocce che stanno a pelo d'acqua; la Gabinière è un isolotto rotondo detto "brav'uomo", dal suolo roccioso; Porquerolels è Pontara; il mwavoGrand Ribaud mwavsRabaldi, piccola isola della quale tutte le coste sono un buon punto d'attracco; Hyères è mwavwAris e Brégançon mwav4Barkansur.
mwawaCarlo III di Borbone, mwaweconnestabile di Francia, scacciato dal suo re mwawiFrancesco I, si mette al soldo del rivale mwawmCarlo V che lo pone a capo delle sue armate e nel mwawq1524 lo spedisce in Provenza con l'obiettivo di recuperare il mwawuregno di Arles. Hyères e Brégançon resistono per poco tempo. Il mwawymaresciallo di Francia mwawcJacques de La Palice lo rimanda indietro. L'assedio di Marsiglia viene tolto il 28 agosto. Ma Carlo III avrà l'agognata mwawgrivincita a Pavia, dove La Palice morirà e Francesco I sarà fatto prigioniero.
La rada di Hyères ospita le flotte prima di Carlo V (nel 1529 diretto verso l'Italia), poi del mwawoBarbarossa, dedito alla pirateria sulla costa provenzale, che scelse le isole d'oro come base dei suoi raid. Francesco I è a Hyères nel mwaws1531, da dove istituisce il mwawwMarchesato delle Isole d'oro. mwaw0Andrea Doria devasta la costa provenzale in nome di Carlo V, ma risparmia Hyères, ricco mercato per Genova. Nel mwaw41536 Francesco I si allea col Barbarossa per battere gli spagnoli di Carlo V. La flotta del pirata è ancora alla rada di Hyères nel mwaw81543.
Nel mwaxu1564 mwaxyCarlo IX passa cinque giorni a Hyères con sua madre mwaxcCaterina de' Medici, e deplora il fatto che mori, turchi e altri pirati devastino Hyères e le sue isole, utilizzando queste ultime come rifugio. Poiché non vi è porto o fortezza sicura a Hyères, decide di investire 2.000 libbre per costruire il porto di Hyères e un canale che lo colleghi alla città. Di ciò incarica il cavaliere de Pelroye. Nel mwaxg1578 l'impresa passa al signor Boyer.
Nel mwaxo1580 la città subisce una terribile epidemia di peste.
Nel mwaxw1587 il neoeletto governatore di Provenza mwax0Jean Louis de Nogaret de La Valette duca di mwax4Épernon, fa il suo ingresso a Hyères.
Nel mwaya1588 Hyères, durante l'mwayeottava guerra di religione, si trova dalla parte del re di Francia mwayiEnrico III, mentre il marchese, il mwaymbarone di mwayqMévouillon, appoggia mwayuCarlo Emanuele I di Savoia. La Valette assedia il castello che, nel mwayy1589, capitola.
mwaygGianandrea Doria giunge alla rada d'Hyères con 20 galere e 2000 uomini per proseguire a Tolone.
Nel mwayo1591 Pierre Jean Bompar disegna la prima carta della Provenza, inserendo mwaysHieeres, Gien, Salines, Ribaudan, Ribaudin, Les Medes, Porqueroles, Port Cors, Bagueult, Titan, Bregancon.
Nel mway01595 mway4Enrico IV nomina mway8Carlo I di Guisa governatore di Provenza. Poiché Hyères resta fedele ai d'Épernon, partigiani della mwazaLega cattolica, viene assediata dalle armate reali guidate dal de Fagnes. Nel mwaze1596, dopo una lunga resistenza, Hyères capitola, e il castello viene distrutto.
Nel mwazm1608 mwazqEnrico IV di Francia propone agli mwazuhyèrois di ricostruire la città sulla penisola, a port Prado, ordine che non verrà mai eseguito.
Nel corso del mwazcXVI e mwazgXVII secolo, la povertà d'acqua potabile minacciava seriamente l'abitato. Nel mwazk1695 un reggimento intero di soldati, che fece campo vicino a Hyères, si ammalò a causa della pessima qualità delle acque mwazohyèrois e molti furono i morti. Nel mwazs1698 un rapporto dell'amministrazione della comunità alla Provincia affermava che la città era ormai disabitata, principalmente per la mancanza di acqua potabile: mwazwAquam nostram pecunia bibimers (in mwaz0lingua francese: mwaz4nous buvons notre eau à prix d'argent, et en effet si l'on veut avoir de l'eau bonne à boire, il faut l'aller chercher à un quart de lieu loing et au delà) (cioè: "l'acqua la beviamo a peso d'oro, e in effetti se si vuole dell'acqua buona da bere, bisogna uscire un quarto di lega fuori dalla città").cite-ref-6[6]
Palmeti
Il nome di "Hyères les Palmiers" è legato alla presenza di almeno 7.000 palme in una trentina di mwaauspecie.
Un secolo più tardi, in un atto del Consiglio mwaa4hyèrois del 10 aprile mwaa81679 si può leggere che le palme sono state distrutte da alcune gelate tardive, ma è solo durante il mandato (mwaba1830-mwabe1848) del sindaco Alphonse Denis che le palme diventano elemento ornamentale urbano di spicco. Forse prima realizzazione del genere in tutta la Franciacite-ref-7[7], i palmeti di Hyères non lasciano indifferenti. Rari sono i visitatori del mwabyXIX secolo a non segnalare la presenza dei palmizi. Alexis Godillot, ricco industriale installatosi a Hyères sotto il mwabgSecondo Impero, acconsente ad aprire sui suoi terreni dei corsi bordati di palme (di cui uno ancora oggi porta il suo nome, mwabkavenue Godillot) e altri seguono il suo esempio. mwaboJ'etais à Hyères, je me crus transporté dans une oasis de Libye, "son stato a Hyères, mi sembra di esser stato trasportato in un'oasi del deserto mwabslibico" scrive mwabwLamartine nel mwab01840. Nel mwab41892 l'mwab8avenue des Palmiers (oggi mwacaavenue Clotis) lascia la mwaceregina Vittoria compiaciuta.
A partire dal mwacm1873 comincia anche il commercio di palme, di cui una buona parte viene esportata all'estero.
Nel 2001 la mwacumwacyPaysandisia archon, mwacclarva di una mwacgfarfalla argentina, minaccia le palme mwackhyèrois, a cui segue nel mwaco2007 il mwacsmwacwRhynchophorus ferrugineus, uno coleottero asiatico.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Cultura
Cinema
Nella cittadina e nei suoi dintorni è stato girato nel mwadm1982 l'ultimo mwadqlungometraggio di mwaduFrançois Truffaut: mwadymwadcFinalmente domenica!.
Geografia antropica
Il comune è diviso in tre parti: due mwaeicantoni, mwaemHyères-Est e mwaeqHyères-Ovest, dei quali la città è mwaeucapoluogo, e una frazione settentrionale che fa capo al mwaeyCantone di La Crau.
Tale suddivisione è il frutto di smembramenti successivi: mwaegLa Crau divenne autonoma nel mwaek1853, mwaeoCarqueiranne nel mwaes1894 e mwaewLa Londe-les-Maures nel mwae01901. Questi tre comuni, pur non in contiguità (i primi due si trovano infatti a Ovest di Hyères, mentre La Londe a Est), appartengono, assieme alla frazione cantonale settentrionale di Hyères, al Cantone di La Crau.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwafsINSEE popolazione legale totale 2009
cite-note-22. ↑ mwaf8Hyères, la ville au 7 000 palmiers sur le site officiel de la commune. mwagaArchiviatomwage il 12 novembre 2008 in mwagiInternet Archivemwagm. Consulté le 18/01/2008.
cite-note-33. ↑ Jules de Séranon mwaggLes villes consulaires et les républiques de Provence au Moyen-Âge p.27.
cite-note-44. ↑ mwagwmwag0Le Goff, 1996,mwag4 p. 163.
cite-note-55. ↑ mwahimwahmmwahqIl canale Béal, su mwahuhistoire-eau-hyeres.fr.
cite-note-77. ↑ Hubert François mwah4Hyères de A à ZAlan Sutton ed. 2009 ISBN 978-2-84910-978-6
cite-note-88. ↑ mwaimmwaiqmwaiuINSEE Istituto Nazionale di Statistica, su mwaiyinsee.fr.
Bibliografia
• citerefle-goff-1996Jacques Le Goff, San Luigi, Torino, Einaudi, 1996, ISBN 978-88-06-12700-8, SBN MIL0308690.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Hyères
Collegamenti esterni
• mwai4(FR) Ufficio turistico, su hyeres-tourisme.com.
• mwaja(FR) Sito ufficiale del Parco di Port-Cros, su portcrosparcnational.fr. URL consultato il 10 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2014).
• mwaji(FR) annuhyeres, Portale su Hyères, su annuhyeres.com. URL consultato il 10 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2008).
• mwajq(FR) mwajuPresentazione della BAN sul sito della Marina
• mwajc(FR) Base aeronavale, su frenchnavy.free.fr. URL consultato il 10 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2008).
• mwajk(FR) mwajoPatrimonio di Hyères sul sito del ministero della Cultura
• mwajw(FR) Storia dell'acqua a Hyères, su histoire-eau-hyeres.fr.
• mwaj4(FR) Storia e foto di Hyères, su toulonnais.com. URL consultato il 10 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2008).
• mwaka(FR) Museo dell'acqua di Hyères, su museedeleau.com.